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nav menuCATECHISMO 1CATECHISMO CRISTIANO > CATECHISMO Catechismo

CATECHISMO CRISTIANO

Un catechismo autentico ed efficace deve prima riscoprire per comunicare ai giovani i modi ed il cuore dei veri cristiani. Gli annunciatori del Regno, i portatori della Buona Notizia, parlavano di Gesù e basta. Narravano fatti, riferivano parole; non esponevano teorie, ma presentavano un Uomo nelle sue caratteristiche e vicende concrete, non agganciate ad alcun presupposto mentale.

Essi infatti sapevano che lo Spirito Santo suscita e polarizza la fede su quell’Uomo concreto servendosi solo di Se stesso e non di introduzioni o inquadramenti o addestramenti umani.-3SAPIENZA

Al “discorso” di amore che il Padre rivolge agli uomini e che raggiunge il culmine nella persona di Gesù non occorre nessuna forma di sapienza umana per entrare e dimorare nel cuore dell’uomo (cfr.

1Cor 1, 17 - 2, 16; 2Cor 12, 10); gli basta semplicemente una “buona” accoglienza (cfr. Mt 13, 23), perché quel “discorso” possiede in se stesso tutta quanta la potenza per far nascere una vita divina (cfr. Mc 4, 26-29) in quanti lo accettano realmente (cfr. Gv 1, 12).

La fiducia di chi annuncia “la Buona Notizia di Gesù” è dunque riposta unicamente nel “Discorso” di Dio, la cui intrinseca efficacia consiglia massima povertà di mezzi umani (cfr.

Mt 10, 9 ss.). La varietà di modi e di metodi invece viene suggerita al cristiano dal nuovo amore a lui donato e da lui gustato, amore che potenzia la sua intelligenza , rendendola creativa più di quella dei “sapienti e intelligenti” (cfr. Mt 11, 25), come appunto si può constatare nella vita di tantissimi Santi, specialmente di quelli intellettualmente poco dotati.

ITINERARIO

Il presente itinerario di catechismo fondato su annuncio graduale ai ragazzi offre una specie di strada adeguata per farli giungere alla vera fede cristiana. La fede tuttavia, essendo dono del Padre, non può essere imposta né proposta né instillata e non può essere neppure frutto di esemplare ed accorta opera educativa né di ottima istruzione.

Questo itinerario insomma è ad uso di chi, dopo avere personalmente “conosciuto” il Salvatore del mondo, si sente di annunciare gradualmente ai ragazzi la Buona Notizia di Gesù per far “conoscere Lui e la prodigiosa potenza della sua risurrezione” (Fil 3, 10).L’annuncio va fatto senza accompagnamento di parola sapiente, perché altrimenti la croce di Cristo perderebbe tutto il suo significato (cfr. 1Cor 1, 17).

Infatti “a Dio piacque mettere in salvo, mediante la stoltezza di questo annuncio, coloro che vi credono” (1Cor 1, 21). (A suo tempo verrà evidenziata la differenza sostanziale tra la fede religiosa – che fa parte del naturale patrimonio di ogni essere umano e che perciò va coltivata mediante umani accorgimenti didattici – e la fede propriamente cristiana derivante dall’annuncio di Gesù (cfr. Rom 10, 17) fede che, come Egli stesso ha ribadito (cfr. Gv 6, 45) è dovuta a una didattica divina, secondo la felice espressione del testo greco.)

LA STORIA DI GESU'

La presente traccia di evangelizzazione si basa sui Vangeli o, preferibilmente, su un racconto unificato di essi riprodotto su un libro che ha come titolo “La storia di Gesù” (Edizioni Cantagalli, Siena, 1998).

Si tratta di un racconto che ripresenta, nella lingua italiana più usuale e popolare ma fedele al testo originale greco, le quattro narrazioni che a noi sono giunte nelle distinte redazioni di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. L’unificazione di queste quattro ‘voci’ (un tentativo che è stato fatto fin dal II secolo) serve per presentare quadri evangelici più ampi di quelli forniti dai singoli quattro narratori, in modo da favorire l’incontro diretto di ciascuno con “quella Buona Notizia che è Gesù” (Mc 1, 1).

CATECHISTI

Chi proclama la Buona Notizia deve essere una persona adulta (di età e di vita cristiana) che echeggia l’eterno “Discorso” d’amore, preparando con fede ogni racconto e affidando tutto al Padre perché a Lui solo spetta “attirare” (cfr. Gv 6, 44; 6, 65) e poi “dare” al Figlio (cfr. Gv 17, 2.6.9) quelli che Egli chiama e che ha già “predestinati” ad essere simili a Gesù fin da questa esistenza terrena (cfr.

Rom 8, 29; Ef 1, 4-5). Chi annuncia si adegua alle limitate capacità dei ragazzi e soprattutto alla loro esigenza di estrema concretezza, evitando di fornire loro sia nozioni esorbitanti la loro esperienza ordinaria, sia notizie che facilmente producono nei ragazzi fantasticherie e vuoti conoscitivi che, inevitabilmente, vengono poi colmati formalisticamente.

Così procedendo e testimoniando quanto si annuncia si potrà ovviare a quel globale rifiuto del divino, che solitamente avviene dopo la fanciullezza, rifiuto che in molti casi è provocato da una catechesi approssimativa e frettolosa, da un 'catechismo' prevalentemente nozionale e formalistico.

Un catechismo autentico ed efficace deve prima riscoprire per comunicare ai giovani i modi ed il cuore dei veri cristiani. Gli annunciatori del Regno, i portatori della Buona Notizia, parlavano di Gesù e basta. Narravano fatti, riferivano parole; non esponevano teorie, ma presentavano un Uomo nelle sue caratteristiche e vicende concrete, non agganciate ad alcun presupposto mentale.

Essi infatti sapevano che lo Spirito Santo suscita e polarizza la fede su quell’Uomo concreto servendosi solo di Se stesso e non di introduzioni o inquadramenti o addestramenti umani.-3SAPIENZA

Al “discorso” di amore che il Padre rivolge agli uomini e che raggiunge il culmine nella persona di Gesù non occorre nessuna forma di sapienza umana per entrare e dimorare nel cuore dell’uomo (cfr.

1Cor 1, 17 - 2, 16; 2Cor 12, 10); gli basta semplicemente una “buona” accoglienza (cfr. Mt 13, 23), perché quel “discorso” possiede in se stesso tutta quanta la potenza per far nascere una vita divina (cfr. Mc 4, 26-29) in quanti lo accettano realmente (cfr. Gv 1, 12).

La fiducia di chi annuncia “la Buona Notizia di Gesù” è dunque riposta unicamente nel “Discorso” di Dio, la cui intrinseca efficacia consiglia massima povertà di mezzi umani (cfr.

Mt 10, 9 ss.). La varietà di modi e di metodi invece viene suggerita al cristiano dal nuovo amore a lui donato e da lui gustato, amore che potenzia la sua intelligenza , rendendola creativa più di quella dei “sapienti e intelligenti” (cfr. Mt 11, 25), come appunto si può constatare nella vita di tantissimi Santi, specialmente di quelli intellettualmente poco dotati.

ITINERARIO

Il presente itinerario di catechismo fondato su annuncio graduale ai ragazzi offre una specie di strada adeguata per farli giungere alla vera fede cristiana. La fede tuttavia, essendo dono del Padre, non può essere imposta né proposta né instillata e non può essere neppure frutto di esemplare ed accorta opera educativa né di ottima istruzione.

Questo itinerario insomma è ad uso di chi, dopo avere personalmente “conosciuto” il Salvatore del mondo, si sente di annunciare gradualmente ai ragazzi la Buona Notizia di Gesù per far “conoscere Lui e la prodigiosa potenza della sua risurrezione” (Fil 3, 10).L’annuncio va fatto senza accompagnamento di parola sapiente, perché altrimenti la croce di Cristo perderebbe tutto il suo significato (cfr. 1Cor 1, 17).

Infatti “a Dio piacque mettere in salvo, mediante la stoltezza di questo annuncio, coloro che vi credono” (1Cor 1, 21). (A suo tempo verrà evidenziata la differenza sostanziale tra la fede religiosa – che fa parte del naturale patrimonio di ogni essere umano e che perciò va coltivata mediante umani accorgimenti didattici – e la fede propriamente cristiana derivante dall’annuncio di Gesù (cfr. Rom 10, 17) fede che, come Egli stesso ha ribadito (cfr. Gv 6, 45) è dovuta a una didattica divina, secondo la felice espressione del testo greco.)

LA STORIA DI GESU'

La presente traccia di evangelizzazione si basa sui Vangeli o, preferibilmente, su un racconto unificato di essi riprodotto su un libro che ha come titolo “La storia di Gesù” (Edizioni Cantagalli, Siena, 1998).

Si tratta di un racconto che ripresenta, nella lingua italiana più usuale e popolare ma fedele al testo originale greco, le quattro narrazioni che a noi sono giunte nelle distinte redazioni di Matteo, Marco, Luca, Giovanni. L’unificazione di queste quattro ‘voci’ (un tentativo che è stato fatto fin dal II secolo) serve per presentare quadri evangelici più ampi di quelli forniti dai singoli quattro narratori, in modo da favorire l’incontro diretto di ciascuno con “quella Buona Notizia che è Gesù” (Mc 1, 1).

CATECHISTI

Chi proclama la Buona Notizia deve essere una persona adulta (di età e di vita cristiana) che echeggia l’eterno “Discorso” d’amore, preparando con fede ogni racconto e affidando tutto al Padre perché a Lui solo spetta “attirare” (cfr. Gv 6, 44; 6, 65) e poi “dare” al Figlio (cfr. Gv 17, 2.6.9) quelli che Egli chiama e che ha già “predestinati” ad essere simili a Gesù fin da questa esistenza terrena (cfr.

Rom 8, 29; Ef 1, 4-5). Chi annuncia si adegua alle limitate capacità dei ragazzi e soprattutto alla loro esigenza di estrema concretezza, evitando di fornire loro sia nozioni esorbitanti la loro esperienza ordinaria, sia notizie che facilmente producono nei ragazzi fantasticherie e vuoti conoscitivi che, inevitabilmente, vengono poi colmati formalisticamente.

Così procedendo e testimoniando quanto si annuncia si potrà ovviare a quel globale rifiuto del divino, che solitamente avviene dopo la fanciullezza, rifiuto che in molti casi è provocato da una catechesi approssimativa e frettolosa, da un 'catechismo' prevalentemente nozionale e formalistico.

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